L’ingresso all’università rappresenta uno dei primi passaggi importanti dopo la scuola superiore. Per molti studenti, però, tra il diploma e l’immatricolazione c’è un ostacolo da affrontare: il test di ammissione o di valutazione delle conoscenze iniziali.
Parlare genericamente di “test di ingresso all’Università” può essere fuorviante, perché in Italia non esiste una prova unica valida per tutte le facoltà. Ci sono corsi ad accesso programmato nazionale, corsi per i quali la selezione è organizzata dal singolo ateneo e numerosi percorsi che utilizzano i TOLC del CISIA. Inoltre, dall’anno accademico 2025/2026 Medicina, Odontoiatria e Veterinaria in lingua italiana seguono il nuovo sistema del semestre aperto, che ha sostituito il tradizionale test iniziale.
Una cosa, però, accomuna gran parte di questi percorsi: arrivare preparati significa conoscere non soltanto gli argomenti, ma anche il meccanismo con cui le conoscenze vengono verificate. Ed è proprio qui che esercitarsi con i quiz può diventare particolarmente utile.
Non esiste un solo test di ingresso universitario
La prima regola per chi vuole iscriversi all’università è verificare esattamente quale procedura sia prevista per il corso e per l’ateneo scelti.
Per l’anno accademico 2026/2027, ad esempio, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha fissato a livello nazionale alcune date: l’11 settembre 2026 per Scienze della formazione primaria; il 16 settembre per le Professioni sanitarie in italiano e il 17 settembre per quelle in inglese; il 30 settembre per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria erogate in inglese. Per le lauree magistrali delle Professioni sanitarie le prove sono invece previste il 5 ottobre in italiano e il 7 ottobre in inglese. Per Architettura la data viene stabilita dal singolo ateneo e deve comunque ricadere entro il 30 settembre 2026.
Accanto ai corsi programmati a livello nazionale esistono quelli a numero programmato locale. In questo caso è la singola università a decidere se limitare gli accessi e a stabilire date e criteri della selezione. Può quindi accadere che lo stesso corso sia a numero programmato in un ateneo e ad accesso libero in un altro.
Ecco perché il bando dell’università scelta rimane sempre il documento fondamentale da leggere.
TOLC: quali sono e come funzionano
Molti studenti incontreranno invece la sigla TOLC, Test On Line CISIA.
Il regolamento CISIA 2026 chiarisce che si tratta di test individuali costituiti da quesiti selezionati attraverso il database CISIA. Le domande sono a risposta multipla, con cinque alternative delle quali una sola corretta. Le diverse tipologie di TOLC hanno programmi e strutture differenti.
Esistono, tra gli altri, TOLC-I, TOLC-E, TOLC-F, TOLC-B, TOLC-S, TOLC-SU, TOLC-AV, TOLC-PSI, TOLC-LP e TOLC-SPS. Non cambiano soltanto le denominazioni: cambiano anche le materie.
Il TOLC-I, ad esempio, comprende Matematica, Logica, Scienze e Comprensione verbale; il TOLC-E è articolato in Logica, Comprensione verbale e Matematica; il TOLC-F comprende Biologia, Chimica, Matematica, Fisica e Logica. Nel TOLC-PSI compaiono invece Comprensione del testo, Matematica di base, Ragionamento verbale, Ragionamento numerico e Biologia.
Prima di cominciare a studiare è quindi indispensabile sapere quale test viene richiesto dal corso al quale si intende accedere.
Perché fare quiz prima del test
Studiare teoria e svolgere quiz sono due attività complementari.
Conoscere un argomento non significa necessariamente riuscire a rispondere rapidamente a una domanda a scelta multipla. Il candidato deve leggere il quesito, comprendere esattamente cosa viene chiesto, analizzare le alternative e individuare quella corretta senza perdere troppo tempo.
Le esercitazioni servono soprattutto a evidenziare le lacune.
Uno studente può pensare di essere sufficientemente preparato in matematica e accorgersi, dopo alcune simulazioni, di commettere sistematicamente errori su percentuali, probabilità o algebra. Un altro può conoscere bene biologia ma perdere molti punti perché legge troppo velocemente le domande.
Il quiz, in questo senso, non sostituisce lo studio: misura quanto lo studio riesca a trasformarsi in una risposta corretta.
Prepararsi significa anche imparare a gestire il tempo
Uno degli errori più frequenti è cominciare le simulazioni soltanto pochi giorni prima dell’esame.
È preferibile utilizzarle progressivamente.
Nella prima fase i quiz possono servire per capire quali materie richiedano più lavoro. Successivamente si può passare a sessioni più lunghe e, avvicinandosi alla prova, a simulazioni nelle condizioni più simili possibile a quelle previste.
Questo permette di allenare anche la gestione del tempo.
Prendiamo Architettura come esempio concreto. Per il 2026/2027 il decreto ministeriale stabilisce una prova di 50 quesiti con cinque opzioni di risposta, riguardanti cultura generale e ragionamento logico, storia – compresa la storia dell’arte –, disegno e rappresentazione, fisica e matematica.
Conoscere in anticipo struttura e materie permette di organizzare la preparazione in maniera molto più razionale.
E per Medicina?
Su Medicina è necessario fare una distinzione importante, soprattutto perché online continuano a circolare informazioni riferite al vecchio sistema.
Per Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Medicina Veterinaria in lingua italiana, il tradizionale test iniziale non rappresenta più il meccanismo di selezione. Dal 2025/2026 è stato introdotto il semestre aperto.
Per il 2026/2027 gli studenti affrontano gli insegnamenti di Fisica, Chimica e propedeutica biochimica e Biologia, con successivi esami e graduatoria nazionale. Il MUR ha inoltre pubblicato syllabus aggiornati delle tre discipline.
La preparazione tramite esercitazioni resta comunque centrale. Non a caso MUR e CRUI hanno realizzato, attraverso CISIA, una piattaforma gratuita che comprende contenuti didattici, strumenti di autovalutazione, esercitazioni e simulazioni.
Diversa è la situazione dei corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria in lingua inglese, per i quali il calendario ministeriale 2026/2027 prevede la prova di ammissione il 30 settembre 2026.
Attenzione: il punteggio richiesto può cambiare
Fare una buona simulazione non significa automaticamente essere certi dell’ammissione.
Bisogna sempre controllare il bando dell’università e le regole applicabili alla specifica selezione. Nei corsi programmati localmente, infatti, criteri e modalità possono essere definiti dall’ateneo. Anche per i TOLC è fondamentale verificare quale tipologia venga accettata, le scadenze previste dall’università e le modalità con cui il risultato viene utilizzato.
In altre parole, prima viene il bando, poi viene la preparazione costruita esattamente su quel bando.
Dal primo quiz alla prova vera: un metodo più efficace
Il modo più utile di utilizzare i quiz non consiste nel farne centinaia senza analizzare gli errori. È molto più produttivo svolgere una prima batteria, individuare gli argomenti nei quali si sbaglia, tornare sulla teoria e ripetere successivamente l’esercitazione. Gli errori ricorrenti possono così diventare una sorta di programma di studio personale.
Nelle settimane successive si possono alternare teoria, batterie di domande per singola materia e simulazioni complete. Nella fase più avanzata della preparazione può essere particolarmente utile confrontarsi con i test di ingresso all`università degli anni precedenti, perché permettono di misurarsi con prove realmente utilizzate nelle selezioni e di verificare concretamente il livello raggiunto prima dell’esame.
L’obiettivo non è memorizzare le risposte, ma capire quali argomenti richiedono ancora attenzione, prendere confidenza con la formulazione dei quesiti e arrivare alla prova con una preparazione più consapevole.
Prepararsi prima significa arrivare alla prova con maggiore consapevolezza
Un test universitario non dovrebbe essere affrontato affidandosi semplicemente a ciò che si ricorda dalla scuola superiore.
Ogni procedura ha materie, struttura e regole che devono essere conosciute in anticipo. Esercitarsi permette di capire il proprio livello reale, individuare gli argomenti deboli e abituarsi alla logica delle domande.
L’obiettivo non è imparare meccanicamente le risposte. È esattamente il contrario: utilizzare i quiz per capire dove la preparazione non è ancora sufficiente e intervenire prima del giorno della prova.
Per chi sta scegliendo l’università, quindi, il percorso dovrebbe iniziare dalla verifica del bando ufficiale e proseguire con uno studio mirato e con esercitazioni costanti. Perché arrivare al test conoscendo già il tipo di difficoltà che si dovrà affrontare è molto diverso dal scoprirlo soltanto quando comincia il conto alla rovescia.